Nicola Cartura IQAir

Smog, adesso si fa sul serio: partono i controlli sulle auto.

E’ ufficialmente cominciata la stagione degli sforamenti e, di conseguenza, ora si fa sul serio. I vigili urbani del Comune di Rovigo cominceranno davvero a fare multe in caso di mancato rispetto dell’ordinanza emanata dal sindaco per il “contenimento delle polveri sottili”. Ed il weekend appena trascorso ha segnato l’ennesimo, dell’anno, il primo dopo la calda estate, superamento dei limiti consentiti di Pm10 nell’aria. Pm10 che non dovrebbemo mai superare i 50 μg/m3 e che, invece, sia sabato che domenica erano arrivate a 58 μg/m3.

E soprattutto, con il doppio superamento del weekend, arriviamo, nell’anno, a 53 giorni di sforamenti quando, invece, il limite consentito sarebbe di 35. Ampiamente, quindi, superati i limiti anche in questo caso. E allora il tempo per adeguarsi alla ordinanza che limita la circolazione delle auto inquinanti è finito. Ora i controlli si fanno sul serio, e le multe anche. Altrimenti l’ordinanza diventa una barzelletta che, ai nostri polmoni, però, non fa certo bene.

Ricordiamo, quindi , in sintesi, quali sono le limitazioni per la circolazione. E’ attualmente in vigore il semaforo verde che prevede lo stop dalle 8.30 alle 18.30, dal lunedì al venerdì delle auto diesel fino ad Euro 3 diesel (auto e commerciali). In caso di 4 giorni di sforamenti conseguitivi scatterà l’allerta arancio che prevede l’inclusione nel blocco (oltre alle limitazioni previste al livello verde) degli autoveicoli Euro 4 diesel (auto). I blocchi si estendono tutti i giorni dalle 8.30 alle 18.30 (compreso il weekend).

Allo scadere invece del decimo giorno di sforamenti consecutivi, scatterà l’allerta rossa che prevede l’inclusione nel blocco (oltre limitazioni previste livello verde e arancio) dei veicoli euro 4 diesel commerciali dalle 8.30 alle 12.30. I blocchi si applicano tutti i giorni compreso il weekend. Sono previste sanzioni per il mancato rispetto dell’ordinanza. Per tutto il periodo dell’ordinanza è vietata la sosta con il motore acceso per tutti i veicoli: autobus, compresi quelli di linea, in genere nella fase di stazionamento ed anche ai capolinea, indipendentemente dal protrarsi del tempo dello stazionamento e dalla presenza a bordo del conducente o di passeggeri; autoveicoli in sosta e veicoli merci, anche durante le fasi di carico/scarico, in particolare nelle zone abitate; autoveicoli per arresto della circolazione di durata maggiore di un minuto, in corrispondenza di particolari impianti semaforici e di passaggi a livello.

La Voce di Rovigo

Nicola Cartura IQAir

Allarme Scie chimiche

COSA CONTENGONO LE SCIE CHIMICHE E QUALE’ IL LORO SCOPO?

Constatato che:

– quelle scie lunghe, larghe e persistenti non possono essere scie di condensazione ,

– molti degli aerei che le rilasciano non possono essere aerei civili o commerciali,

– in diverse parti del mondo, in seguito alla continua presenza di queste scie, sono stati rilevati metalli pesanti nell’acqua, nelle polveri e nel terreno

non è difficile immaginare il perché quelle scie nel cielo siano state chiamate “scie chimiche”.

Attraverso le analisi di molti ricercatori e scienziati indipendenti, si suppone che le scie chimiche contengano sostanze chimiche quali sali di bario, ossido di alluminio, torio e altri metalli pesanti.

scie-chimiche-5Dal momento che nessun ente governativo ha mai confermato l’esistenza delle chemtrails, dichiarato lo scopo del loro utilizzo e da quanto tempo vengono adoperate, molti ricercatori hanno iniziato a indagare e a raccogliere indizi e informazioni utili per comprendere questo fenomeno.

Non possiamo sapere, quindi, con certezza l’esatto contenuto delle chemtrails, l’esatto scopo del loro impiego, la data esatta in cui sono state ideate, sperimentate e successivamente irrorate nei nostri cieli. Ciò di cui disponiamo sono molti indizi che portano verso determinate considerazioni:

– sono scie formate da composti chimici, dannosi per l’ambiente e per la nostra salute,

– vengono utilizzate presumibilmente per scopi militari e in relazione al progetto Haarp,

– il fenomeno è iniziato ad emergere verso la metà degli anni ’90,

– le sperimentazioni sono iniziate negli anni precedenti,

– l’irrorazione si è intensificata all’inizio del nuovo millennio,

– esiste una ampia campagna di disinformazione atta a oscurare il fenomeno.

 

METALLI PESANTI E LE LORO CONSEGUENZE SULL’ORGANISMO UMANO

ALLUMINIO – vi sono ormai evidenze sufficienti per ritenerlo implicato in alcune patologie, come alcuni tipi di cancro e di malattie neurologiche.  L’alluminio si lega soprattutto al DNA e si deposita in particolare nel cervello, dove provoca danni alla cellula neuronale.

Le cellule dei pazienti affetti da diverse forme senili di demenza, e in particolare quelli affetti da Alzheimer, contengono da 4 a 6 volte più alluminio dei controlli, ovvero di un campione di personae affine (per esempio per sesso e età), ma sana.

A livello generale può provocare stipsi, cute secca, cefalea, disturbi della memoria.

BARIO – Il bario è un elemento alcalino della terra e anche un metallo pesante tossico. Alcuni ricercatori considerano il bario un elemento essenziale, ma la sua funzione metabolica non è dimostrata.

Sintomi di avvelenamento:

Salivazione, nausea, vomito, crampi addominali, diarrea violenta ed ematica, ipokaliemia, polso irregolare, bradicardia da extrasistoli ventricolari, ronzii auricolari, vertigini, spasmi muscolari fino a convulsioni e paralisi flaccida; morte per insufficienza respiratoria o arresto cardiaco.

Patologia:

Peristalsi violenta, ipertensione atriale, disturbi cardiaci, danno renale tardivo. Il bario stimola la contrazione di tutte le cellule muscolari.

TORIO – Elemento metallico radioattivo, appartenente alla serie degli attinidi nella tavola periodica.

Il torio è radioattivo e può essere immagazzinato nelle ossa. A causa di cio’ ha la capacità di causare il cancro alle ossa molti anni dopo che sia avvenuta esposizione.

La respirazione di una notevole quantità di torio può essere mortale. La gente muore spesso di avvelenamento da metallo quando avviene una notevole esposizione.

BROMO – Il bromo, come il cloro e il fluoro è un gas tossico.   Troppo bromo può causare tossicità negli esseri umani. Sintomi di leggera intossicazione possono includere affaticamento, debolezza, irritabilità, sonno disturbato, processi mentali lenti e scarsa memoria.

Gli esseri umani possono assorbire bromo organico attraverso pelle, cibo e durante la respirazione. In molti casi e’ tossico anche per gli esseri umani.

I principali effetti sulla salute che possono essere causati dagli inquinanti organici contenenti bromo sono malfunzionamento del sistema nervoso e danneggiamento del materiale genetico.

Il bromo organico puo’ danneggiare anche organi quali fegato, reni, polmoni e milza e possono causare malfunzionamento di stomaco e disturbi gastrointestinali. Certe forme di bromo organico, come il bromo etilene, possono persino causare il cancro.

 

 

Città italiane più inquinate del 2019: Classifica completa Legambiente

Arrivano i dati del 2018 e viene stilata la classifica sulle città più inquinate d’Italia: primato al Nord, ma inquinamento anche al Centro-Sud.

Legambiente ha stilato la classifica 2019 delle città più inquinate d’Italia. In queste città si contano più sforamenti dei limiti di legge per polveri sottili e per gas inquinanti. Se l’anno scorso il triste primato è stato vinto da Torino, quest’anno al top della classifica ci sono Brescia, Lodi e Monza. A Brescia, infatti, ci sono stati nel corso dell’anno scorso ben 150 giorni di sforamento dai limiti di legge (47 PM10, 103 Ozono). L’altra delle tre città lombarde in classifica, Lodi, non si discosta dai dati di Brescia e colleziona 149 giorni di sforamento (78 PM10, 71 Ozono).

Per quanto riguarda Monza si registra uno sforamento di 140 giorni. Seguono nella classifica stilata da Legambiente:

  • Venezia (139 giorni di sforamento)
  • Alessandria (136 giorni di sforamento)
  • Milano (135 giorni)
  • Torino (134 giorni)
  • Padova (130 giorni)
  • Bergamo e Cremona (127 giorni)
  • Rovigo (121 giorni)

Classifica Inquinamento 2019: le città del Centro-Sud

Il fenomeno dell’inquinamento, anche se in misura differente, colpisce anche le città del Centro e del Sud. Tra le città più inquinate c’è Frosinone, nel Lazio Meridionale, con 116 giorni di sforamento (83 PM10, 33 Ozono), segue Avellino con 89 giorni (46 PM10, 43 Ozono), Terni con 86 giorni (46 PM10, 43 Ozono).

Legambiente ha parlato del 2018 come “anno da codice rosso”, sono molti i comuni che hanno già adottato ordinanze per provare a ridurre lo smog, ma la strada sembra ancora lunga. Questo dato, ovviamente, incide anche nelle varie classifiche sulla qualità della vita.

Nicola Cartura IQAir

Quanto pesa l’aria (inquinata) nelle scuole e nei nidi di Bologna? I genitori rispondono

Cronaca Bambina Ma quanto è inquinata l’aria che respirano i bambini nelle scuole? E nei nidi? A questa domanda rispondono con un puntuale report i genitori che fanno un vero e proprio monitoraggio per le strade. Vediamo i risultati.

Dati Il 10% del campione segnala un inquinamento di diossido d’azoto che supera i limiti di legge, mentre un altro 30% è al limite. Sono 10mila gli alunni bolognesi ad essere esposti a questo tipo di inquinamento. Francesco Luca Basile, portavoce della campagna Aria Pesa, che concede un’intervista a Radio città del Capo in cui articola tutti i dati che sono davvero poco confortanti.
Come sono stati raccolti i dati Il campionamento riguarda la qualità dell’aria di oltre il 70% delle scuole bolognesi. Circa 250 campionatori installati dagli attivisti della campagna civica Aria Pesa per conoscere cosa respirano i nostri bambini e ragazzi. Questa nuova misurazione si è concentrata in particolare sulla rivelazione del diossido di azoto. Come termine di paragone si è preso la misurazione di porta San felice (sui viali di circonvallazione del centro città) che è una delle zone più inquinate di Bologna.
I bambini esposti E oltre il 10% dei campionatori rileva valori simili o superiori . Il 30% ha dato invece valori intorno ai limiti di legge. Circa 4 mila bimbi del nido e dell’infanzia respirano questa aria mentre tra i più “ grandi” sono 10mila gli studenti esposti all’Aria pesa.

Nicola Cartura IQAir

SANITA’: Salmonella, è un rischio costante

Anche Pettorazza ordina di non irrigare i campi con le acque dell’Adige. L’Ulss 5: “Un provvedimento spot”

Salmonella nell’Adige: massima allerta a Padova, Polesine “dimenticato”

Incredibile difformità dovuta alla democrazia, perplessità a San Martino e Lusia, tocca ai sindaci attivarsi. Si sono immediatamente mobilitati

La salmonella è un batterio che può derivare da tanti fattori molto comuni nei fiumi che racchiudono la provincia di Rovigo: “La causa può essere un uccello, gli animali che vivono nell’acqua e defecano lì, o anche casualmente la presenza estemporanea di concimazioni dei terreni in cui vengono sparsi liquami, tipici delle colture biologiche. Può derivare da un’irrigazione o da una pioggia”.

Il direttore sanitario dell’Ulss 5 Edgardo Contato parte da questa non rassicurante premessa per dire che la carica di salmonella riscontrata nel fiume Adige – in ritardo rispetto ai vicinissimi comuni al di là del Fiume nel Padovano e a Cavarzere – è più comune di quanto si pensi.

Il ritardo con cui l’Ulss 5 ha agito, per il direttore sanitario è spiegato con i “tempi tecnici per riscontrare il batterio nelle acque analizzate. Ma l’esperto della sanità polesana chiarisce: “Noi viviamo in un ambiente pieno di microorganismi e lieviti. Spesso nel corpo umano – che in genere si sa difendere – questi microorganismi tendenzialmente patogeni sono espressi ma senza essere nocivi”. Ma potrebbero esserlo per molti esseri umani, soprattutto fragili.

Ecco che la prima misura da seguire sempre, è “lavare frutta e verdura a foglia larga con molta cura”, ricorda Contato. Mentre il provvedimento di questi giorni del divieto di irrigare i campi con le acque del fiume, “è un provvedimento estemporaneo, di tutela estrema, adottato per evitare fraintendimenti con i cittadini, insomma, di estrema ratio. Altro provvedimento che tutela i cittadini è la non balneabilità dell’Adige. Per il resto, la salmonella può essere nelle uova e nelle carni”.

Ma insieme alla Regione, dopo l’emergenza salmonella riscontrata in questi giorni, le Ulss coinvolte stanno affrontando con la Regione una “procedura standard per tutelare al massimo la frutta e la verdura che producono i nostri campi e attivare procedure corrette per la valutazione dei campioni”.