Nicola Cartura - Smog e CoronaVirus

Coronavirus, lo studio: “Smog e polveri sottili hanno accelerato la diffusione di Sars Cov2”

“L’effetto è più evidente in quelle province dove ci sono stati i primi focolai”, afferma Leonardo Setti dell’Università di Bologna. Come conferma Gianluigi de Gennaro, dell’Università di Bari: “Le polveri stanno veicolando il virus. Fanno da carrier. Più ce ne sono, più si creano autostrade per i contagi”

Anche l’inquinamento atmosferico che affligge in particolar modo la Pianura padana potrebbe avere dato un contributo alla diffusione di Sars Cov2. Una solida letteratura scientifica descrive il ruolo del particolato atmosferico quale efficace carrier, ovvero vettore di trasporto e diffusione per molti contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus. Il particolato atmosferico, oltre ad essere un carrier, costituisce un substrato che può permettere al virus di rimanere nell’aria in condizioni vitali per un certo tempo, nell’ordine di ore o giorni. Il gruppo di ricercatori coinvolti nella ricerca ha esaminato i dati pubblicati sui siti delle Agenzie regionali per la protezione ambientale relativi a tutte le centraline di rilevamento attive sul territorio nazionale, registrando il numero di episodi di superamento dei limiti di legge (50 microg/m3 di concentrazione media giornaliera) nelle province italiane.

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Parallelamente, sono stati analizzati i casi di contagio da Covid 19 riportati sul sito della Protezione Civile. Si è evidenziata una relazione tra i superamenti dei limiti di legge delle concentrazioni di PM10 registrati nel periodo 10-29 febbraio e il numero di casi infetti aggiornati al 3 marzo (considerando un ritardo temporale intermedio relativo al periodo 10-29 febbraio di 14 giorni approssimativamente pari al tempo di incubazione del virus fino alla identificazione della infezione contratta). In Pianura padana si sono osservate le curve di espansione dell’infezione che hanno mostrato accelerazioni anomale, in evidente coincidenza, a distanza di 2 settimane, con le più elevate concentrazioni di particolato atmosferico, che hanno esercitato un’azione di boost, cioè di impulso alla diffusione virulenta dell’epidemia.

“Le alte concentrazioni di polveri registrate nel mese di febbraio in Pianura padana hanno prodotto un boost, un’accelerazione alla diffusione del Covid-19. L’effetto è più evidente in quelle province dove ci sono stati i primi focolai”, afferma Leonardo Setti dell’Università di Bologna. Come conferma Gianluigi de Gennaro, dell’Università di Bari: “Le polveri stanno veicolando il virus. Fanno da carrier. Più ce ne sono, più si creano autostrade per i contagi. Ridurre al minimo le emissioni e sperare in una meteorologia favorevole”.

Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), aggiunge: “L’impatto dell’uomo sull’ambiente sta producendo ricadute sanitarie a tutti i livelli. Questa dura prova che stiamo affrontando a livello globale deve essere di monito per una futura rinascita in chiave realmente sostenibile, per il bene dell’umanità e del pianeta. In attesa del consolidarsi di evidenze a favore dell’ipotesi presentata, in ogni caso la concentrazione di polveri sottili potrebbe essere considerata un possibile indicatore o ‘marker’ indiretto della virulenza dell’epidemia da Covid1 9″. Grazia Perrone, docente di Metodi di analisi chimiche della Statale di Milano, conclude: “Il position paper è frutto di un studio no-profit che vede insieme ricercatori ed esperti provenienti da diversi gruppi di ricerca italiani ed è indirizzato in particolar modo ai decisori”.

 

 

IQAir supporta gli ospedali che trattano l’epidemia di coronavirus in corso

IQAir supporta gli ospedali che trattano l’epidemia di coronavirus in corso

Scoperto per la prima volta poco prima del Festival del Capodanno cinese nel gennaio 2020, le infezioni da coronavirus 2019-nCoV minacciano milioni di persone. L’Organizzazione mondiale della sanità, i Centri per il controllo delle malattie e altre agenzie sanitarie hanno emesso avvisi ufficiali. 1,2,3

In risposta allo scoppio, la Commissione nazionale cinese per la salute ha tenuto una conferenza il 22 gennaio 2020 per valutare la crisi di salute pubblica causata da questo nuovo virus. 4

Li Bin, vicedirettore della commissione, ha confermato a mezzanotte di martedì 21 gennaio 2020 che almeno 440 casi di polmonite erano stati causati da questo nuovo coronavirus, colpendo 13 province della Cina e provocando un bilancio delle vittime di nove. Il numero di persone infettate dal coronavirus è salito a decine di migliaia e il bilancio delle vittime si è esteso anche a centinaia.

Dove si è diffuso il nuovo coronavirus al di fuori della Cina?

Lo scoppio iniziale di questo nuovo coronavirus è stato collegato alla città di Wuhan in Cina, che continua ad essere l’epicentro di infezioni e morte.

L’epidemia ha generato paura e panico in Cina e in gran parte del mondo – e IQAir è intervenuta rapidamente per supportare gli ospedali di Wuhan aiutando a proteggere personale e pazienti dal virus.

IQAir fornisce depuratori d’aria agli ospedali chiave di Wuhan

IQAir ha fornito depuratori d’aria HealthPro 250 agli ospedali di Wuhan designati per il trattamento di persone infette dal coronavirus, fornendo i depuratori prima all’unità di radiologia, all’unità respiratoria e ad altri presso l’ospedale Tongji, affiliato al Tongji Medical College dell’Università di Scienze e Tecnologia di Huazhong , nonché al Wuhan Union Hospital.

IQAir sta inoltre collaborando con la sua catena di fornitura globale per contribuire a dare priorità alla fornitura della maschera IQAir  agli ospedali nella regione di Wuhan.

In che modo IQAir ha aiutato durante l’epidemia di virus SARS

Secondo i funzionari della sanità pubblica, l’attuale coronavirus 2019-nCoV proviene dalla stessa famiglia di virus della coronavirus della sindrome respiratoria acuta grave (SARS-CoV) che ha ucciso 774 persone nel 2003. 5,6,7

I depuratori d’aria IQAir sono stati rigorosamente testati per il controllo dei virus dall’autorità ospedaliera di Hong Kong e hanno fornito più di 150 ospedali per aiutare a proteggere il personale e i pazienti.

L’unità respiratoria dell’ospedale popolare dell’Università di Pechino, a Pechino, in Cina, ha anche acquistato numerosi sistemi IQAir HealthPro 250 durante l’epidemia di SARS nel 2003 – oltre 16 anni dopo, i sistemi sono ancora in funzionamento stabile.

La visione di IQAir è semplice: “Aria pulita per tutti, sempre e ovunque.” IQAir ora spera di continuare a fornire il supporto necessario nella lotta contro il nuovo coronavirus.

“L’attuale epidemia di coronavirus è una tragedia per tutti i colpiti. Speriamo che gli sforzi concertati mostrino presto risultati e alla fine ci aiutino a vincere la lotta contro questo virus mortale”, ha dichiarato Frank Hammes, CEO globale di IQAir. “Salutiamo le migliaia di operatori sanitari che stanno rischiando la vita per aiutare gli altri in questo momento di bisogno”.

(iqair.com)